Nonostante un quarto trimestre 2025 brillante, MSD ha rivisto al ribasso le previsioni di fatturato per il 2026, in un contesto segnato dalla perdita di esclusività di alcuni farmaci chiave. L’azienda prevede per l’anno in corso vendite globali comprese tra i 65,5 e i 67 miliardi di dollari, al di sotto della stima media degli analisti (67,6 miliardi).
Il 2025 è stato un anno complessivamente positivo per la big pharma statunitense: le vendite nel Q4 hanno raggiunto i 16,4 miliardi di dollari (+5% rispetto allo stesso periodo del 2024), mentre il fatturato annuo ha toccato i 65 miliardi, in crescita dell’1%. Sugli scudi, ancora una volta, il farmaco di punta Keytruda (pembrolizumab), che ha realizzato vendite globali per 31,7 miliardi di dollari, trainando in particolare le performance dell’ultimo trimestre. In calo (-39%) le vendite dei vaccini della linea Gardasil contro l’HPV.
La sfida per MSD è rimpiazzare le entrate legate a farmaci come Keytruda, Januvia (sitagliptin) e Bridion (sugammadex), che nel 2026 perderanno la protezione brevettuale. L’azienda punta sullo sviluppo della pipeline e su operazioni di M&A per mantenere la crescita. In quest’ottica si collocano le acquisizioni di Verona Pharma per 10 miliardi di dollari e di Cidara Therapeutics per 9,2 miliardi.
A sostenere il portafoglio prodotti c’è anche Winrevair, il nuovo farmaco per l’ipertensione arteriosa polmonare, che nel Q4 2025 ha registrato vendite per 467 milioni di dollari (+133% rispetto al 2024), candidandosi a diventare un driver strategico per MSD.
In una prospettiva più a lungo termine, MSD stima che entro la metà degli anni ’30 le opportunità commerciali legate alla pipeline e alle acquisizioni potrebbero superare i 70 miliardi di dollari.